La ricostruzione unghie è una tecnica estetica che prevede la copertura e l’allungamento delle unghie naturali tramite appositi prodotti. Permette una gran varietà di risultati, dai più sobri e naturali a quelli più eccentrici o addirittura artistici, consente infatti di spaziare tantissimo non solo nei colori, disegni, applicazioni e strass, ma anche nella forma e nella lunghezza delle unghie, le ricostruzione è possibile anche su unghie cortissime e tutto ciò con una durata davvero notevole.

Differenze rispetto al semipermanente
Anche una manicure col semipermanente può dare risultati davvero notevoli anche abbastanza complessi, allora perché scegliere una ricostruzione che di solito ha un costo maggiore?
Innanzi tutto la durata, se infatti un semipermanente va rifatto dopo 15-20 giorni, la ricostruzione può arrivare fino a 30. Ѐ vero che anche per la ricostruzione la ricrescita diventa antiestetica a volte prima dei 30 giorni, specialmente su chi ha un crescita delle unghie veloce, ma nel caso in cui si tratti di una manicure fatta con un colore nude o un french manicure dove lo stacco con la porzione di unghia non trattata si vede meno e quindi è possibile portarla per più tempo, un semipermanente dopo 20 giorni può cominciare a rovinarsi o sollevarsi, con la ricostruzione questo non succede.
Un altro punto a favore della ricostruzione è la resistenza, di parecchio superiore rispetto al semipermanente e questo la rende non solo meno soggetta a rovinarsi in caso di urto, ma anche la soluzione più adatta a chi soffre di onicofagia (mangiarsi le unghie) e vuole riuscire a eliminare questo disturbo perché è davvero difficile riuscire a tagliare coi denti un’unghia ricostruita.
Il vero vantaggio della ricostruzione è però la possibilità di scegliere forma e lunghezza a prescindere dalla forma e dalla lunghezza delle unghie naturali. Il limite del semipermanente, essendo solo un tipo di copertura più duraturo di uno smalto classico, è quello delle proprie unghie naturali, che non sempre riescono a crescere quanto si vorrebbe e che per quanto si possano limare per regolarizzarle possono presentare delle imperfezioni, sia lungo il bordo libero che sulla lamina ungueale, che a volte non possono essere coperte.
Con la ricostruzione invece ci sono molte più possibilità, si possono avere quelle unghie lunghissime che non si è mai riuscite a far crescere, oppure si può non dover tagliare ogni unghia per uniformare la lunghezza in caso una o più si rompano, o ancora più drasticamente si può intervenire ricostruendo un’unghia caduta a causa di un trauma o una micosi non curata correttamente in tempo.
Metodi di ricostruzione
I principali metodi di ricostruzione delle unghie sono due: acrilico e gel.
– L’acrilico è la metodologia di ricostruzione più datata, ma non per questo meno valida. Anche chiamato metodo “polvere-liquido”, prevede l’unione di resine in polvere o polimeri in polvere, con il monomero liquido. Quando queste due componenti si uniscono si forma immediatamente un composto modellabile ad alta viscosità che non ha bisogno della lampada UV per catalizzare, ma indurisce con l’aria.
Questo tipo di tecnica richiede una grande manualità perché il composto va miscelato al momento nelle giuste proporzioni e va lavorato velocemente prima che diventi troppo duro, ha un odore davvero acre che può dare fastidio a persone molto sensibili agli odori forti, però garantisce un risultato pulito e resistente e la reazione di catalizzazione non è esotermica per cui non si ha la sensazione di bruciore tipica dei prodotti che necessitano di essere catalizzati con gli ultravioletti.
– Il gel da ricostruzione è di più recente invenzione. Si utilizza un prodotto già pronto, anche questo a base di acrilico (anche se quando di parla di acrilico ci si riferisce alla metodologia descritta sopra), ma fotoindurente, cioè va catalizzato sotto lampada UV e quindi ha il vantaggio di non dover essere lavorato in fretta. Inoltre il gel viene usato anche per ricoprire naturali molto lunghe che però non sono molto resistenti e quindi hanno bisogno di un rinforzo che sia più resistente di un semipermanente.
La ricostruzione passo dopo passo
Le fasi di preparazione delle mani sono uguali più o meno in tutte le tipologie di manicure.
– Sollevamento e rimozione delle cuticole che potrebbero interferire con la perfetta adesione dei prodotti da ricostruzione;
– regolarizzazione del bordo libero con lima a 180grit. In questo caso ci sono due scuole di pensiero a riguardo per la ricostruzione, c’è chi preferisce tenere l’unghia naturale corta, appena uno o due millimetri oltre il piano dell’unghia, in questo caso la limatura servirà anche ad accorciare le unghie, c’è chi invece mantiene tutta la lunghezza che ha al momento del trattamento e quindi farà una limatura atta solo a sistemare la forma. Un passo importante è quello di smussare leggermente gli angoli per poter in seguito applicare le cartine senza ostacoli;
– opacizzazione del piano ungueale con un buffer a grana molto fine, di solito 240grit;
– applicazione del nail prep e del primer per sgrassare e deidratare le unghie in modo tale che siano pronte per far sì che ci sia una perfetta aderenza con i prodotti costruttori;
– finita la preparazione delle unghie si passa alla fase di costruzione vera e propria e sia nel caso dell’acrilico come in quello del gel si utilizzano come ausilio le cartine millimetrate, un accessorio fatto di cartoncino con lato adesivo che avvolge le dita appena sotto il bordo libero delle unghie per proseguire lungo i lati del piano ungueale e l’altro lato con un reticolo millimetrato che aiuta a distribuire il prodotto costruttore con più regolarità.
Esistono tantissimi tipi di cartine, opache o trasparenti e con il reticolo millimetrico fatto in maniera tale da favorire una forma in particolare così da poter scegliere il tipo di cartina adatto in base al risultato finale desiderato. Esistono infatti davvero tante forme che si possono dare a unghie ricostruite, i prodotti da ricostruzione sono molto malleabili prima della catalizzazione, sia che avvenga con l’aria o sotto lampada UV, per cui le unghie ricostruite sono molto più versatili delle naturali.
Alcune delle forme più usate sono, le square cioè le unghie squadrate, le squoval che sono squadrate ma con gli angoli smussati, le ovali o le unghie a mandorla, ma si possono ricostruire anche forme più particolari come le unghie a ballerina o a stiletto.
Una volta data forma voluta all’unghia ricostruita, nel caso dell’acrilico si aspetta che finisca di indurire a contatto con l’aria, nel caso del gel invece si fa indurire sotto lampada. In entrambi i casi quando la catalizzazione ha avuto luogo si rifinisce la forma con l’aiuto di una lima o di una fresa. A questo punto di finisce la manicure con i passaggi successivi che non sono molto differenti dal semipermanente;
– applicazione dello smalto o degli smalti che sia monocolore, bicolore, sfumato a più colori o con disegni, ecc;
– applicazione di un top coat sigillante;
– rimozione delle strato dispersivo con un cleanser adatto;
– applicazione olio per cuticole con un leggero massaggio.
Controindicazioni
Non esistono davvero controindicazione nella ricostruzione unghie se fatta, ma soprattutto se rimossa correttamente, infatti l’unico motivo per cui una ricostruzione potrebbe indebolire le unghie è perché va rimossa con la fresa e una mano poco competente potrebbe andare troppo in profondità e assottigliare l’unghia naturale. Affidandosi ad un’onicotecnica esperta si evitano questo tipo di problemi preservando le unghie naturali.
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